Nuova Normativa Amianto 2026: Cosa cambia nei cantieri con il D.Lgs. 213/2025
Dal 24 gennaio 2026 entra in vigore una riforma storica per la gestione del rischio amianto in Italia. Limiti di esposizione più severi, obbligo di indagine preliminare negli edifici pre-1992 e nuove tecnologie di misurazione: ecco tutto quello che le aziende devono sapere.
L’Italia segna un punto di svolta nella lotta alla “fibra killer”. Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 213/2025, il nostro Paese recepisce la nuova direttiva europea, spostando l’attenzione dalla semplice burocrazia alla prevenzione effettiva sul campo.
Per le aziende edili, i responsabili della sicurezza e i proprietari di immobili, questo significa adeguarsi a standard molto più rigorosi. Noi di Self Servizi Ecologici siamo pronti a guidarvi in questo cambiamento normativo.
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Le 3 novità fondamentali del D.Lgs. 213/2025
La riforma modifica il Testo Unico sulla salute e sicurezza, introducendo misure drastiche per proteggere i lavoratori, specialmente nel settore delle demolizioni e ristrutturazioni.
1. Limiti di esposizione ridotti di 10 volte
La novità più impattante riguarda la salute: il limite massimo di concentrazione di fibre di amianto nell’aria passa da 0,1 a 0,01 fibre per centimetro cubo. Questo abbassamento della soglia richiede tecnologie di monitoraggio più avanzate. Dal 21 dicembre 2029, infatti, diventerà obbligatorio l’uso della microscopia elettronica (o metodi equivalenti ad alta precisione) per le misurazioni, sostituendo progressivamente le vecchie tecniche meno sensibili.
2. La “Due Diligence” Pre-Cantiere
Basta sorprese durante i lavori. La nuova norma impone l’obbligo tassativo di individuare la presenza di materiali contenenti amianto prima dell’avvio di qualsiasi cantiere di demolizione, ristrutturazione o manutenzione. Questa regola vale soprattutto per gli edifici costruiti prima del 1992 (anno della messa al bando dell’amianto). Se la documentazione dell’edificio non è sufficiente, sarà necessario incaricare un operatore qualificato per un esame tecnico preventivo.
3. Stop immediato ai lavori in caso di rischio
Se durante le operazioni viene superato il nuovo limite di soglia, o se emergono materiali pericolosi non identificati in precedenza, il cantiere deve fermarsi immediatamente. I lavori potranno riprendere solo dopo aver adottato le misure di sicurezza adeguate e aver individuato cause e rimedi per abbattere le polveri.
Perché è urgente adeguarsi (e non rischiare)
A oltre 30 anni dalla legge del 1992, si stima che in Italia ci siano ancora 30 milioni di tonnellate di amianto da smaltire, diffuse tra edifici pubblici, privati e siti industriali. Il nuovo decreto non ammette ignoranza: la formazione degli operatori e la sorveglianza sanitaria diventano più stringenti, con un focus specifico sull’uso corretto dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e sul coinvolgimento dell’INAIL per la tracciabilità dei lavoratori esposti.
Come sottolineato dallo Sportello Amianto Nazionale, questa riforma è un passo avanti necessario, ma apre anche una sfida complessa di riallineamento normativo. Il messaggio è chiaro: l’osservanza formale non basta più, serve sicurezza sostanziale.
Affidati agli esperti della bonifica
Con le nuove soglie di tolleranza e gli obblighi di indagine preventiva, il “fai da te” o la gestione approssimativa del rischio amianto diventano errori gravissimi, sia penalmente che economicamente.
Self Servizi Ecologici è al tuo fianco per gestire ogni fase del processo in linea con il nuovo D.Lgs. 213/2025:
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